PicMonkey CollageL’indirizzo della Camera di Commercio di Roma è: Tempio di Adriano. Che non è un modo di dire. Si tratta veramente del tempio dell’imperatore Adriano divinizzato, che dopo averne passate di tutti i colori (il tempio, non l’imperatore) è finalmente approdato, un paio di millenni dopo, a questa rispettabile destinazione.

Giovedì 24 eccoci nel salone per la presentazione di “Roma e il Giubileo – guida ai tesori della città” un libretto dal contenuto gastronomico-enologico-alberghiero, più che artistico, destinato a condurre per mano il pellegrino-turista che si trovi da queste parti durante il giubileo.

Il tavolo dei relatori è illustre. In ordine di intervento:

Giuseppe Cerasa, curatore della guida e giornalista di Repubblica, moderatore molto aneddotico, spiritoso, spigliato, divertente; un po’ debordante in quello di apertura e nei successivi interventi.

Franco Gabrielli, prefetto di Roma. Serio, contenuto, conciso e interessante.

Francesco Paolo Tronca. Pare che come commissario prefettizio in sostituzione del sindaco, che sappiamo momentaneamente svanito, sia bravissimo. Come parlatore è di una noia esiziale. Pieno di mah, beh, insomma. Un disastro. Questo però ci ha consentito una provvidenziale, fulminea pennica ristoratrice.

Monsignor Rino Fisichella. Qui, inevitabilmente salta fuori il prete con i suoi insistiti riferimenti al Papa, alla santità del giubileo, alla bellezza della preghiera. E con personali grani di saggezza, come farci sapere che nel centro di Roma è meglio andare a piedi e non in macchina, perché camminando si vedono i monumenti e si incontrano le persone. Profonde verità per le quali non c’era davvero bisogno di scomodare un vescovo. Bastava un sagrestano.

Intanto è passata quasi un’ora e noi osserviamo l’espressione impenetrabile del convitato più importante di tutti: Nicola Zingaretti, Presidente della Regione, che ascolta con vera o benissimo simulata attenzione tutte queste pappardelle, di sicuro sentite e risentite decine di volte.

Naturalmente alla fine parla anche lui, sapientemente emozionato, e conclude l’incontro. Niente da commentare. Il Presidente è sempre il Presidente.

A questo punto ci siamo sorpresi a pensare: va bene che lui ha un grande potere, probabilmente un grande stipendio, auto blu, rispetto e accesso dovunque; magari è anche sinceramente convinto di svolgere una nobile missione per valorizzare i tesori della città e della regione e renderli più vivibili per i suoi abitanti; ma vale la pena sprecare un’ora della propria vita ad ascoltare quattro signori che gli (e ci) raccontano quanto è bello andare a spasso per Roma, invece che farlo di persona?

Non lo sapremo mai, ma ci rimane dentro un forte dubbio.

La stessa ora l’abbiamo persa anche noi, certo, ma prima di tutto non ci succede ogni giorno e poi, in cambio, ci hanno regalato una copia della guida.

E qui…ahi, ahi, ahi, come ci dispiace!

Niente da fare. Siamo italiani, con l’aggravante romana.

Già ci immaginiamo il primo americano che compra il libretto a € 12,90, comincia a sfogliarlo, e subito, a pagina 20, trova una bellissima acquaforte che rappresenta Castel Sant’Angelo con il suo ponte, che si chiama Ponte Sant’Angelo anche lui, e sullo sfondo er Cuppolone.

“Beautiful!” si dirà lo sprovveduto straniero, e per informarsi meglio andrà a leggere la didascalia che dice: “Ponte Sisto / Costruito da Sisto IV / per il Giubileo del 1474 / nella litografia / di Giovanni Battista Piranesi”.

In solo cinque righe tre begli errori da matita blu (ah, ci fossero ancora le maestrine di una volta!): il nome del ponte che non è Sisto, l’anno del giubileo che non è il 1474, ma il ‘75, come tre pagine dopo specifica la guida stessa, e poi che non è una litografia, ma, come tutte le vedute di Piranesi, una incisione. Complimenti alla redazione (e anche al correttore di bozze, ammesso che questa utile figura esista ancora).

Insomma, chi potrebbe rimproverare il nostro turista se, tornato a casa, ripeterà il solito, vecchio e non molto lusinghiero ritornello “Italians: spaghetti, pizza, mandolino”. Meritato, meritatissimo.

Gavettoni sull’Alma Mater (tanto per rimanere in tema)

Via Giulia è una delle più nobili strade di Roma; il palazzo Ghisleri è uno dei più nobili edifici di Via Giulia; nel palazzo Ghisleri e nel suo ampliamento (in felice stile razionalista, fine anni ’30, di Piacentini) è da sempre ubicato uno dei più nobili istituti scolastici della città: il Liceo Virgilio.

Dalla foto possiamo constatare con quanto rispetto i suoi studenti curano, a suon di gavettoni, la facciata del luogo in cui si prepara il loro ingresso nella cultura e nella vita.

Non per fare i vecchi brontoloni, ma un po’ abbiamo viaggiato e non ci è mai capitato, tranne ovviamente nei momenti di storiche rivoluzioni come il mitico ’68, di vedere  una simile mancanza di rispetto per la propria casa.

Ma allora (nel ’68) c’era una, anzi c’erano parecchie motivazioni politiche, sociali, generazionali. Qui ci pare che si tratti di semplice, triste e ingloriosa maleducazione.

P.S. Proprio in questi giorni il Visconti è sulle pagine di cronaca cittadina: uno studente è stato sorpreso e arrestato mente vendeva hashish a un compagno; il comitato studentesco si è dichiarato contro la droga, ma anche contro la polizia; lo studente arrestato si è dichiarato soddisfatto dell’arresto e dell’operato della polizia; la preside si è dichiarata all’oscuro del fatto che, proprio in questi giorni, un corso di prevenzione antidroga fosse stato affidato dalla scuola stessa a Scientology. Siamo o non siamo in piena commedia dell’arte?

(Immagini fornite dal Cavalier Serpente)

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stefano torossi bisL’archivio del Cavalier Serpente, o meglio la covata di tutte le sue uova avvelenate, sta al caldo nel suo blog.

Per andare a visitarlo basta un click su questo link: www.ilcavalierserpente.it

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