davProseguendo nella sua filosofia di avvicinamento della chiesa alla gente comune e di conseguente smitizzazione di tutta una serie di simboli legati più al papato temporale che alla dimensione spirituale, Papa Francesco ha deciso di aprire al pubblico le porte della parte privata della residenza estiva di Castel Gandolfo.

In realtà, l’annuncio ufficiale della scorsa settimana cui ho avuto l’onore e il privilegio di poter assistere, in compagnia di giornalisti provenienti da tutto il mondo, rappresenta l’elemento conclusivo di una progressiva accessibilità ai siti pontifici che dominano il lago Albano, iniziata con l’apertura dei Giardini Barberini nel 2014 e proseguita con l’inaugurazione, lo scorso anno, del museo della Galleria dei Ritratti nel Palazzo Apostolico. Nell’ottica di portare i visitatori, è stato anche predisposto un treno che parte dalla stazione di San Pietro all’interno della Città del Vaticano. Peraltro, Papa Francesco qui non ha mai soggiornato, preferendo restare nella struttura romana di Santa Marta.

Come ben sottolineano le parole del Direttore di Musei Vaticani Antonio Paolucci, la valenza simbolica dell’apertura della propria casa invia al mondo un chiaro messaggio di conferma della nuova politica pastorale voluta da Papa Bergoglio.

Sarà quindi possibile visitare le stanze dove 15 papi hanno vissuto e lavorato: lo studio privato, la biblioteca, la cappella privata dedicata alla Madonna di Czestochowa, dove hanno pregato insieme l’attuale papa e il suo predecessore, e, quello che sicuramente i visitatori ricorderanno con maggiore emozione la camera da letto, dove spirarono Paolo VI e Pio XII e dove Giovanni Paolo II si riprese dall’attentato di Ali Agca.

A parte la componente spirituale, il palazzo è in realtà anche uno splendido sito museale, molto ricco e che con i suoi marmi, quadri e busti imponenti comunica potere e soggezione, come un qualsiasi palazzo reale o imperiale: elementi che certamente poco si conformano all’attuale orientamento della Chiesa. Tra le stanze più belle e suggestive va certamente annoverata la Galleria di Alessandro VII, dalle pareti riccamente affrescate e con una splendida serie di affacci sul lago e sulla campagna circostante.

E’ lecito attendersi un gran numero di turisti attratti anche solo dalla possibilità di accedere ad un luogo ritenuto per secoli inaccessibile: il numero di visitatori, già sensibilmente in aumento negli ultimi due anni, è sicuramente destinato ad impennarsi, portando un significativo contributo alle finanze vaticane e ridando fiato all’economia locale che ha abbastanza sofferto dell’assenza dei pontefici da Castel Gandolfo.

Il palazzo sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 (sabato con  orario continuato dalle 9 alle 16,30). Il biglietto è acquistabile online su www.museivaticani.va oppure presso la biglietteria in loco.

E ora spazio a qualcuno degli scorsi più belli del palazzo …

Photo: Maurizio Quarta

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