Nevralgia del nervo sciatico, sciatalgia

Malattia caratterizzata da dolore alla parte bassa della schiena, che si estende alla faccia posteriore ed esterna della coscia, alla fascia laterale della gamba e al piede.

Il soggetto, in posizione sia eretta sia seduta, assume atteggiamenti che permettono di evitare le esacerbazioni del dolore: appoggia il peso del corpo sul piede sano e, quando è seduto, tende ad appoggiarsi su una sola natica, tenendo così il tronco inclinato da un lato e irrigidito.

Camminando tiene la gamba malata un poco piegata e per effetto dell’accorciamento dell’arto si verifica così una deambulazione claudicante;  se deve chinarsi per raccogliere un oggetto da terra piega il ginocchio del lato malato per evitare lo stiramento del nervo a livello della faccia posteriore del ginocchio. Quando la sciatica dura da tempo, la muscolatura, specie della gamba, può diventare flaccida e anche assottigliarsi andando incontro a un processo di atrofia.

Vi sono forme acute e acutissime di sciatica in cui la violenza dei dolori può attenuarsi e scomparire in pochi giorni oppure in 3-4 settimane; molto frequenti sono però le forme croniche e recidivanti caratterizzate da episodi dolorosi ricorrenti che iniziano lentamente, con dolori modesti, favorite dal freddo, dall’umidità, dai bruschi movimenti, e che si protraggono per anni.

Qualche volta il dolore sciatico può presentarsi prima all’una e poi all’altra gamba e magari da entrambi i lati contemporaneamente. In qualche caso alla sciatica si accompagnano una riduzione di forza di alcuni muscoli della gamba e una diminuzione o addirittura una scomparsa del riflesso achilleo, che è il movimento di flessione plantare del piede che si ottiene percuotendo con un martelletto il tendine di Achille. È dovuto a una contrazione involontaria del muscolo tricipite della gamba, ed è presente in tutti i soggetti sani pur potendo mancare, per esempio negli anziani (!).

Bene, questa descrizione raccapricciante e nello stesso tempo patetica corrisponde esattamente a quello che ci è successo nell’ultima settimana.

E’ chiaro che in questa situazione anche al Cavaliere più eroico non rimane che ritirarsi nella sua torre, trascorrendo le giornate a strisciare come un lumacone azzoppato in giro per le antiche stanze, e aspettare che tutto passi (e pazienza se fra una fitta e l’altra non si trova il tempo e la voglia di raccontare ai lettori storie sull’antichità romana o cronache di spettacoli andati storti).

E ai lettori, anche i più affezionati, non rimane che armarsi di buona volontà e aspettarci al varco lunedì prossimo (salvo complicazioni).

Ahi!

(Immagini fornite dal Cavalier Serpente)

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L’archivio del Cavalier Serpente, o meglio la covata di tutte le sue uova avvelenate, sta al caldo nel suo blog.

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